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odg.mi.it ORDINE DEI GIORNALISTI: QUALE FUTURO? Dibattito sull'Ordine sviluppatosi dall'11 Agosto 2006 (*) |
(*) Il dibattito sull'Ordine sviluppatosi dall'11 agosto è pubblicato nella home page di www.odg.mi.it
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Ordine dei giornalisti: quale futuro? Saluti di Franco Abruzzo (presidente Ordine
Lombardia), Guido Besana (vicesegretario Fnsi), Giuseppe Gallizzi (presidente
Circolo della Stampa) e Giovanni Negri (presidente Associazione lombarda
giornalisti) Intervengono on. Daniele Capezzone
(Segretario Radicali italiani), Lorenzo Del Boca (presidente Ordine
nazionale giornalisti), on. Pierluigi Mantini (responsabile professioni
Margherita), on. Fabrizio Morri (responsabile
informazione Ds), on. Piero Testoni (responsabile editoria
Forza Italia) Conduce il dibattito Edmondo Rho
(segretario Circolo della Stampa di Milano) --------------------- GIORNALISTI: ABRUZZO A CAPEZZONE, SENZA
ORDINE NESSUNA TUTELA. PRESIDENTE ODG MILANO, PER CATEGORIA CONSEGUENZE
DEVASTANTI. ABOLIRE TUTTI GLI ORDINI O NESSUNO. Roma, 23 agosto 2006 (Adnkronos) -
''Abolire l'Ordine dei Giornalisti avrebbe soltanto conseguenze devastanti,
perché la categoria non sarebbe più tutelata''. A parlare è Franco Abruzzo,
presidente dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia, che ribatte così,
all'ADNKRONOS, all'intervento di Daniele Capezzone, segretario dei Radicali
italiani, pubblicato oggi su ''il Giornale'' a sostegno della propria
proposta di abolizione dell'Ordine. ''Mi batto da trent'anni - afferma
Abruzzo - per ottenere un assetto innovativo, per avere una riforma della
legge '63 dell'Ordine professionale ancorata all'Università e alla direttiva
89/48/Cee''. L'Europa vuole che i professionisti regolamentati abbiano alle
spalle almeno una laurea triennale. Il ministro Mussi il 4 luglio in
Parlamento ha dichiarato che adeguerà gli ordinamenti vigenti a quella
direttiva. Il presidente dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia spiega
inoltre che sarebbe d'accordo ''soltanto con l'abolizione di tutti gli Ordini
professionali. Sarebbe necessaria, dunque, una riforma totale, dove tutti gli
albi dovrebbero essere gestiti direttamente dallo Stato: gli Albi potrebbero
essere pubblicati nel portale del Ministero della Giustizia; l'esame di Stato
(previsto dall'articolo 33, V comma, della Costituzione) potrebbe essere
affidato alle Università, mentre le prime sezioni civili dei Tribunali di
capoluoghi di Regione potrebbero svolgere le funzioni di giudice
disciplinare. Capezzone non ha ancora capito che la "Carta"
francese non è adattabile al sistema italiano, perché la nostra Costituzione
impone l'esame di Stato a chi intende esercitare una professione intellettuale.
Il Parlamento e oggi l'Università hanno decretato che esiste la professione
di giornalista. Capezzone non sa che coloro i quali esercitano di fatto la
professione possono diventare giornalisti di diritto, chiedendo ai Consigli
dell'Ordine la delibera di iscrizione d'ufficio al Registro. In Lombardia
abbiamo sanato d'ufficio almeno 3mila posizioni. Capezzone è disinformato
quanto impreparato". "Capezzone - conclude Abruzzo -,
isolato nella maggioranza, deve smetterla di lavorare per gli editori e di
dire cavolate. Studi, ne ha bisogno. Colpisce che non spenda una parola
contro gli editori padroni della professione dal 1928: sono gli editori che
assumono ad libitum i praticanti. La sfacciataggine ha un limite, quello
costituzionale del buon costume e della decenza (sesto comma dell'articolo
21). L'eventuale abrogazione della legge n. 69/1963 sull'ordinamento della
professione giornalistica comporterà questi rischi: 1) quella dei giornalisti non sarà più una
professione intellettuale riconosciuta e tutelata dalla legge. 2) risulterà abolita la deontologia
professionale fissata nell'articolo 2 della legge professionale n. 69/1963. 3) senza la legge n. 69/1963, cadrà per
giornalisti (ed editori) la norma che impone il rispetto del "segreto
professionale sulla fonte delle notizie". Nessuno in futuro darà una
notizia ai giornalisti privati dello scudo del segreto professionale. 4) senza legge professionale, direttori e
redattori saranno degli impiegati di redazione vincolati soltanto da un
articolo (2105) del Codice civile che riguarda gli obblighi di fedeltà verso
l'azienda. Il direttore non sarà giuridicamente nelle condizioni di garantire
l'autonomia della sua redazione. 5) una volta abolito l'Ordine, scomparirà
l'Inpgi. I giornalisti finiranno nel calderone dell'Inps, regalando
all'Inps un patrimonio di 2.500 miliardi di vecchie lire (immobili e
riserve)". Capezzone scrive che quella dell'Ordine dei
Giornalisti e degli Ordini italiani è una anomalia mondiale. Gli consiglio di
leggere un bel saggio di Sabino Cassese (Professioni e ordini professionali
in Europa, Il Sole 24 Ore 1999). Capirà finalmente che ogni Paese ha la sua
organizzazione delle professioni, tutte legittime secondo la direttiva
"Zappalà" 36/2005. Questa direttiva consente agli Stati membri di
delegare parte della gestione delle professioni a organismi autonomi, come
gli Ordini professionali. Il risultato è che non solo gli Ordini non vanno
eliminati, ma vanno regolate per legge anche le associazioni, senza
necessariamente farne degli ulteriori Ordini. (Lmg/Gs/Adnkronos)
23-AGO-06 17:28 .............. GIORNALISTI: MANTINI (DL), NO
ALL'ABOLIZIONE DEGLI ORDINI (ANSA) - ROMA, 11 AGOsto 2006 - ''La proposta di
abolizione dell'Ordine dei giornalisti fatta da Capezzone non è in sintonia
con il programma di governo. Noi siamo per la riforma e la modernizzazione
degli ordini professionali, già avviata nel decreto Bersani e non per
l'abolizione degli ordini''. Lo sottolinea in una nota il responsabile del
settore Professioni della Margherita, l'on. Pierluigi Mantini, secondo il
quale ''occorre più concorrenza ma anche più professionalità, più
responsabilità, più deontologia soprattutto in un settore delicato come
quello dell'informazione''. Gli ordini professionali, per il parlamentare
dell'Ulivo ''devono funzionare meglio nella promozione della formazione
permanente e nella garanzia della qualità e dell'etica professionale a tutela
dei cittadini più che degli iscritti. A settembre si avvierà alla Camera
l'esame della proposta di legge dell'Ulivo per la riforma delle professioni e
sarà quella l'occasione per una iniziativa politica organica e non episodica.
Le fughe in avanti e le predicazioni pseudoliberiste servono a poco, occorre
comprendere e far comprendere che la modernizzazione delle professioni -
conclude Mantini - è per la crescita del paese e delle professioni e non
contro le professioni''. (ANSA). COM-MAJ/SOR 11-AGO-06 17:33 .............. GIORNALISTI: PEDICA (IDV), SENZA ORDINE NON
CI SAREBBE TUTELA = Roma, 11 ago. - (Adnkronos) - ''Che vada riveduta la
riforma degli ordini professionali è un obbligo che spetta al governo e al
Parlamento, ma che proprio Capezzone voglia abolire l'ordine dei giornalisti,
per facilitare la lottizzazione, per decidere posti e cariche dei gruppi che
controllano l'informazione, proprio non me l'aspettavo''. Lo afferma Stefano
Pedica, capo della segreteria politica di Italia dei valori. ''Sono d'accordo
con Tucci che senza l'ordine professionale non ci sarebbe una tutela per
tutti i giornalisti, professionisti o pubblicisti, e sono convinto che sia
meglio un dibattito aperto che una proposta di legge ferragostana'',
sottolinea. (Pol-Leb/Pn/Adnkronos) 11-AGO-06 16:58 .............. GIORNALISTI: LION, NO AD ABOLIZIONE ORDINE,
SI' A RIFORMA ROMA, 12 AGO - ''L'Ordine dei giornalisti
non va abolito, ma certamente profondamente riformato'': lo sostiene il
deputato e responsabile Comunicazione dei Verdi Marco Lion, secondo il quale
''occorre una riforma dell'Ordine per garantire la massima trasparenza e per
tutelare maggiormente i diritti dei giornalisti, in particolare dei precari e
delle categorie più deboli''. (ANSA). .............. STIFFONI E DAVICO (LEGA), NO ALL'ABOLIZIONE
DELL'ORDINE = DEVONO FINIRE PIUTTOSTO I FAVORITISMI IN REDAZIONE Roma,
12 ago. 06 - ''L'uscita del radicale Capezzone riguardo all'abolizione
dell’Ordine dei giornalisti ricorda tanto il ferroviere Toto' in
'Destinazione Piovarolo' che, per fermare il treno con il ministro, si
inventa una frana. Capezzone per risolvere la sua acredine di astinenza
parlamentare dei radicali, si inventa una cosa che non ha ne’ capo ne' coda,
a parte qualche collega che lo segue''. A commentare la proposta del
segretario dei Radicali italiani sono i capigruppo del Carroccio in
commissione Lavori Pubblici e Comunicazione e in commissione Cultura del
Senato, Piergiorgio Stiffoni e Michelino Davico. ''Qual è lo scopo? - si
chiedono entrambi i senatori - Far arrivare più soldi alle casse del governo
Prodi con i soldi dei professionisti iscritti all'Inpgi e alla Casagit? Se è
questo ebbene il binario è totalmente morto. Almeno per quanto ci riguarda.
L'Ordine non deve essere abolito, ma alcune cose vanno cambiate come in altri
ordini professionali. Per esempio, i favoritismi dei 'figli di...' in alcune
redazioni di giornali e televisioni devono finire. Tanti bravi precari -
concludono - sono da anni in attesa di un contratto sicuro''.
(Slt/Gs/Adnkronos) .............. PROFESSIONI: PIAZZA A CAPEZZONE, GLI ORDINI
SONO PRESIDIO DI LEGALITA' = OCCORRE UNA RIFORMA MA NON VANNO ABOLITI Roma, 20 ago. (Adnkronos) - ''Capezzone
sbaglia profondamente, gli ordini professionali sono un presidio di legalità
e qualità del servizio in tutte le professioni in cui è necessario un vaglio
nella ammissione all'esercizio della attività e un controllo sulla
correttezza del suo svolgimento, e ciò nell'interesse dei cittadini e della
collettività''. Angelo Piazza, ex ministro della Funzione Pubblica e deputato
della Rnp, replica al presidente della Commissione Attività produttive della
Camera che, a sua volta, era intervenuto a commentare le parole del
presidente della Fondazione della Sussidiarietà, Giorgio Vittadini. ''Occorre
certo una riforma, che anteponga la funzione di garanzia degli ordini in
favore degli utenti, rispetto a quella di tutela corporativa degli aderenti;
si eviti di creare nuovi ordini inutili; ma abolire gli ordini professionali
non aiuterebbe cittadini e imprese e li esporrebbe in troppi casi alla
anarchia della mancanza di regole e controlli in attività di rilevante interesse
pubblico'', argomenta Piazza, sottolineando che ''sarebbe come volere
sopprimere, perché non funzionano in modo efficiente, ospedali o uffici
pubblici: si riordina, si migliora, non si butta tutto a mare''.
(Sec-Fin/Col/Adnkronos) 20-AGO-06 17:27 -S8518108-R680- |
■ odg.mi.it - «Ordine Dei Giornalisti: quale futuro?» - Dibattito sull'Ordine sviluppatosi dall'11 Agosto 2006 |
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